La Politica del Trasferimento Tecnologico

 

Il trasferimento tecnologico, oltre ad avere una valenza intrinseca, è componente essenziale alla proiezione verso l'esterno di un Ente di Ricerca.
La maggiore attenzione al problema non è significativa di stravolgimento alla politica scientifica dell'I.N.F.N. che è, e rimane, la promozione della ricerca fondamentale, poiché solo da essa provengono idee veramente innovative da assimilare, un domani, al sistema produttivo.
E' oggi tendenza mondiale privilegiare ricerche dai contenuti applicativi diretti. Questa nuova politica prende forse origine da "snobismo intellettuale" degli Enti di ricerca e genera, soprattutto in Europa, disattenzione alle esigenze del mondo industriale.
Si rende, pertanto, necessario lo sviluppo di maggiore sensibilità alla realtà tecnologica del Paese ed una concreta integrazione con essa.
La cultura della collaborazione tra il mondo della ricerca e quello industriale consente, inoltre, di far meglio comprendere quanto la ricerca fondamentale sia vitale ed essenziale per il reale progresso tecnologico.
Il dialogo tra l'INFN ed il sistema industriale va reso proficuo al fine di creare un ambiente atto a favorire l'acquisizione, la circolazione di informazioni e la disponibilità di competenze tecniche specifiche.
Le strutture scientifico-tecnologiche vanno orientate verso una maggiore attenzione alle esigenze esterne piuttosto che all'offerta passiva di risultati scientifici troppo lontani dalle reali necessità delle Imprese.

Il Trasferimento Tecnologico si articola principalmente su due direttrici:
a) trasferimento di innovazioni tecnologiche, sviluppate nell'ambito di programmi scientifici, ad imprese ricettive italiane ed europee; 
b) formazione e riqualificazione del personale per favorire la partecipazione di tecnici esterni a progetti specifici I.N.F.N.

Si evidenzia la necessità di stretta collaborazione con le associazioni industriali nazionali (Confindustria, Confapi, Confartigianato, ecc.), che permetta di intensificare la presenza sul territorio e nel tessuto produttivo nazionale, a garanzia di maggiore visibilità e integrazione dell'I.N.F.N.
Va data la percezione che l'Ente non è chiuso in uno "splendido isolamento", ma è utile per lo sviluppo del Paese. L'"utilità" è intesa come stimolo e individuazione della domanda esterna a cui adeguare la potenziale offerta.
Allo scopo è stato istituito il "Coordinamento Nazionale per il Trasferimento Tecnologico e la Formazione Esterna", composto da membri rappresentativi delle 19 Unità Operative e degli 8 Gruppi collegati (con sedi  presso le strutture Universitarie italiane) dei 4 Laboratori Nazionali e del CNAF, con il compito di promuovere un'azione capillare sul territorio che consenta il dialogo con le varie realtà regionali.
E', altresì, necessario l'apporto delle Commissioni Nazionali per rendere evidenti le possibili offerte dell'I.N.F.N., in particolare quelle tematiche di eccellenza dell'Ente quali la microelettronica, la meccanica di precisione, la tecnologia dei materiali, lo sviluppo di reti informatiche.
A Commissioni di esperti esterni il compito di valutare tali "offerte" ed il reale contenuto tecnologico trasferibile dei progetti scientifici.

D'intesa con le associazioni industriali ed artigianali locali le Unità Operative ed i Laboratori Nazionali valuteranno programmi di formazione per personale esterno, da attivare compatibilmente con le strutture e con le reali possibilità di ricezione.
L' I.N.F.N. dovrà dotarsi di strumenti normativi e risorse finanziarie necessari alle finalità.

L'azione promozionale va sviluppata, inoltre, in stretta collaborazione con il Direttorato per il Trasferimento Tecnologico di recente istituzione presso il CERN, il quale, oltre alle affinità istituzionali, crea opportunità di contatti tra imprese italiane ed europee aventi interessi comuni, favorisce e stimola collaborazioni tra le stesse, apre a nuovi mercati.
Elemento essenziale del programma è la presenza dell'I.N.F.N. in seno alla Comunità Europea per un concreto inserimento nelle tematiche individuate dal V Programma Quadro della CEE e lo sviluppo di azioni congiunte con piccole e medie industrie.

Il programma tracciato è certamente ambizioso e deve essere affrontato con gradualità e senza soverchie illusioni, ma la collaborazione e l'impegno di tutti può delineare per l'I.N.F.N. un ruolo non trascurabile nello sviluppo tecnologico del Paese.